L’Astichello, dalla foce fino alla zona industriale di Dueville, ha una lunghezza di circa 14 chilometri: considerando entrambe le sponde, significa quasi 28 chilometri complessivi di corridoio fluviale. L’obiettivo ideale sarebbe renderli tutti, almeno in parte, percorribili a piedi.
È quindi facile individuare i circa 24 chilometri mancanti rispetto ai poco più di 4 chilometri oggi già fruibili: sono, semplicemente, tutte le altre sponde ancora non accessibili o non percorse da percorsi continui.
Il problema principale, però, non è soltanto la percorribilità delle sponde, ma soprattutto la loro accessibilità dalla viabilità esistente. È difficile immaginare un unico percorso continuo e ininterrotto lungo tutto il fiume: non solo per le criticità fisiche e ambientali presenti in molti tratti, ma anche perché un approccio “tutto o niente” rischierebbe di bloccare qualsiasi trasformazione concreta.
Più realistico, e probabilmente più utile, è procedere per stralci successivi, costruendo progressivamente una rete di accessi e percorsi collegati tra loro.
Per questo motivo, a guidare l’individuazione dei possibili tracciati non sono tanto gli argini in sé, spesso facilmente riconoscibili, quanto piuttosto i punti di accesso al fiume.
I primi riferimenti sono i ponti e gli attraversamenti:
- via Fratelli Bandiera
- viale Cricoli
- via Molini
- Ponte dei Carri
- area industriale ex GE Lighting
- via Mulino dell’Abbadia
Non sono molti, e in parte sono già utilizzati come punti spontanei di accesso o attraversamento.
Altri possibili accessi, inevitabilmente limitati a una sola sponda, possono essere individuati lungo carrarecce agricole, bordi di rogge, percorsi interpoderali o aree già ad uso pubblico.